Saturday, November 25, 2006

Nonno Lauro racconta...

Il bimbo e gli olivi pigri

Un bimbo biondo e' venuto per una vacanza da un paese lontano, dove gli olivi non ci sono; il suo aereo ha sorvolato mari, montagne e pianure: "Ho volato tanto", ha detto quando e' arrivato.

Ora, in campagna, entra con il nonno nell'uliveto davanti alla casa: e' curioso e osserva gli olivi, questi alberi strani, contorti. Hanno le foglie piccole, come le punte delle lance, spesse, di un verde non proprio verde, forse grigio. Con le brezze estive si muovono leggere, mormorano sommesse e brillano come piccole lamine d'argento.

Leonardo, il nostro piccolo visitatore, esamina ogni pianta: la sua e' una visita di cortesia ma anche una visita di interesse. Ama gli alberi ed e' contento quando li vede crescere belli e vigorosi; vuole che siano curati e che nessun animaletto li danneggi, mangiando le foglie o, peggio ancora, le radici. Desidera pero' anche controllare che le piante producano le olive, perche' da esse si ricava l'olio di cui e' goloso.

In estate le olive sono piccole palline verdi che il caldo sole e la linfa del tronco fanno crescere e colorano di blu , nero o rosso. "Cosa succede a questi alberi ? Alcuni sono pieni di frutti, mentre altri non ne hanno affatto. Ma come e' possibile?” - si chiede il bimbo – “Bisogna intervenire subito!"

Parla con ogni pianta: "Brave” - dice a quelle con le olive - “vi state
comportando bene, avete la mia stima, vi ringrazio". Poi si rivolge alle altre: “Vergogna” - le rimprovera – “pigrone; siete state curate con amore. In autunno vi abbiamo dato un buon letame naturale per nutrirvi; in inverno e' stato lavorato il terreno per liberarvi dalle erbacce e consentire alla pioggia e alla rugiada di dissetarvi ; in primavera, con la potatura, abbiamo tagliato i rami superflui per rendervi piu' forti. Ci aspettavamo come ricompensa tante, belle, grosse olive: ora cosa spremeremo per ottenere il nostro olio?"

Ad un tratto si leva un lieve venticello; dalle chiome degli olivi, pieni di frutti, viene un rumore leggero, allegro; sembrano felici delle lodi ricevute: "Grazie" - pare che dicano.

Gli alberi privi di olive emettono un brusio sommesso; vorrebbero diventare rossi per la vergogna ma non possono, perche' sono condannati a restare verdi anche in inverno: non hanno la fortuna di altre piante come la quercia, l'olmo, l'acero, il faggio o il castagno, che in autunno sembrano incendiarsi di mille meravigliosi colori.

Si sente anche un leggero, tenue brusio: e' la voce dei giovani olivi appena piantati. "Perche' ci rimproveri?” - mormorano – “noi non siamo pigri: siamo solo piccoli e non possiamo ancora produrre frutti. Ora dobbiamo solo mettere radici, sviluppare il fusto e allargare la chioma. Quando sara' il momento non ti lamenterai di noi: ti daremo cio' che desideri; lascia tempo al tempo".

Nei giorni seguenti succede pero' una cosa straordinaria: dai rami degli olivi senza frutto cominciano a spuntare le palline verdi; gli alberi ne sono pieni. Ma l'estate e' passata e il sole autunnale non e' cosi' caldo come quello estivo: le olive crescono lentamente e giungono a maturazione piccoline.

A Novembre il nonno raccoglie solo le olive grandi e le porta al frantoio, dove due grosse ruote di pietra, dette macine, lentamente le frantumano: ne esce un liquido denso e profumato, l'olio che verra' inviato a Leo.

Le olive piccole rimangono sugli alberi; sono anch'esse nere, blu o rosse. Quando arrivera' l'inverno e soffiera' cruda la tramontana, i merli dalle belle, lucide piume nere cercheranno un cibo divenuto raro. Si poseranno sugli alberi, beccheranno le olive succose e potranno volare leggeri nel cielo.


Questo, grazie ad un bambino, dagli occhi cerulei, venuto da lontano ed entrato un giorno in un oliveto.
Grazie nonno!

1 comment:

Maria said...

Il nonno commosso ringrazia
Nonno Lauro